Il sogno del Sudafrica di gloria in Formula 1 schiacciato dalla fredda realtà di Domenicali
In una rivelazione scioccante che potrebbe spegnere le speranze degli appassionati di motorsport in tutto il Sudafrica, il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali ha chiarito in modo inequivocabile che le ambizioni della nazione di ospitare un Gran Premio sono appese a un filo. Nonostante le ferventi aspirazioni del Ministro dello Sport, delle Arti e della Cultura Gayton McKenzie, che ha promesso che il suo mandato sarebbe stato considerato un “fallimento” senza il ritorno della F1 sul suolo sudafricano, la strada da percorrere appare costellata di sfide insormontabili.
McKenzie ha instancabilmente sostenuto la causa, lanciando un Comitato Direttivo per la Candidatura alla Formula 1 nel 2023 con l'intenzione di rilanciare l'iconico circuito di Kyalami. Tuttavia, i suoi sforzi, sebbene ambiziosi, non hanno ancora prodotto i risultati che desidera con urgenza. Sebbene il circuito abbia ricevuto il via libera dalla FIA per elevare il suo status a sede di Classe 1—un'impresa costosa che richiede milioni in aggiornamenti—il recente viaggio di McKenzie per incontrare FOM e FIA si è concluso con delusione.
“Abbiamo sottovalutato ciò che è necessario per ospitare un evento di F1,” ha ammesso McKenzie, riconoscendo la battaglia in salita che lo attende. “Ma la F1 ci ha preso per mano,” ha aggiunto, esprimendo ottimismo sul fatto che lui e il suo team stessero assemblando un'offerta irresistibile. Eppure, mentre la polvere si deposita, sembra che i fan sudafricani della F1 possano rimanere con niente altro che promesse vuote e sogni infranti.
I venti di cambiamento nel calendario di F1 hanno reso la situazione ancora più grave. Con il nuovo circuito 'Madring' in Spagna che subentra al storico tracciato di Imola, e vari impianti europei come Barcellona e Spa che entrano in accordi di rotazione fino al 2032, la competizione per i diritti di ospitalità è più agguerrita che mai. Il più recente partecipante alla corsa? La Turchia, che secondo quanto riferito è in lizza per eventi futuri.
In un'intervista recente, Domenicali ha fornito un aggiornamento cupo sulla situazione. “La Turchia non è, diciamo, confermata al 100 percento,” ha avvertito, accennando alla natura spietata delle negoziazioni in F1. Con il calendario bloccato a 24 gare, i circuiti esistenti e i nuovi dovranno contendersi slot limitati, lasciando nazioni come il Sudafrica a guardare da fuori.
Domenicali ha spiegato: “Questi sono circuiti con un patrimonio e grandi tradizioni di corse,” sottolineando il dilemma affrontato dai paesi desiderosi di ospitare. Ha indicato che qualsiasi potenziale condivisione degli slot di gara non avverrà fino al 2029, lasciando le speranze del Sudafrica in sospeso. “C'è una situazione in evoluzione, molto positiva,” ha dichiarato, ma la realtà è cruda: più nazioni stanno reclamando una parte della torta della F1 mentre le prospettive del Sudafrica si affievoliscono.
La tempistica per la rinascita della F1 in Sudafrica ora appare cupa, con McKenzie e il suo team che affrontano una battaglia in salita contro il tempo, i contratti e il fascino innegabile dei circuiti di corse affermati. Mentre il sipario si chiude su questo capitolo delle aspirazioni di F1, la domanda rimane: Il Sudafrica riprenderà mai il suo posto nel calendario della Formula 1, o il sogno è stato estinto per sempre?
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