Titolo: Sergio Pérez Rivela la Scioccante Realtà del Suo Mandato in Red Bull Racing: “Tutto Era un Problema”
In una riflessione sincera che ha scosso la comunità della Formula 1, Sergio Pérez ha sollevato il velo sul suo tumultuoso periodo con la Red Bull Racing, rivelando una cultura interna spietata che ha reso ogni successo una spada a doppio taglio. Il percorso del pilota messicano, segnato da una competizione intensa e una pressione incessante, dipinge un quadro vivido della vita all’ombra del compagno di squadra Max Verstappen.
Pérez, che è entrato in Red Bull all’inizio del 2021 per sostituire Alex Albon, ha vissuto momenti di gloria accanto a Verstappen, conquistando anche vittorie in gara e ingaggiandosi in accese battaglie per i podi. La sua impressionante performance lo ha portato a chiudere al secondo posto nel campionato nel 2023, contribuendo a garantire alla squadra un ambito uno-due nella classifica. Tuttavia, questo successo è stato offuscato dalle crescenti sfide che ha affrontato, culminando infine nella sua partenza dalla squadra alla fine della stagione 2024.
La stagione 2024 è iniziata con promesse, ma la performance di Pérez ha subito un crollo mentre faticava ad adattarsi alle evoluzioni tecniche della vettura, che erano frequentemente adattate allo stile di guida di Verstappen. “I migliori risultati sono arrivati all’inizio della stagione quando la vettura aveva caratteristiche che mi davano maggiore fiducia,” ha dichiarato, evidenziando quanto fosse cruciale l’assetto della vettura per la sua competitività.
Le riflessioni di Pérez sul suo tempo in Red Bull rivelano un panorama costellato di complicazioni. “Avevamo la migliore squadra. Sfortunatamente, tutto è finito per sgretolarsi. Penso che avessimo le condizioni per dominare il sport per i prossimi dieci anni,” ha commentato, esprimendo la sua disillusione riguardo le dinamiche interne della squadra.
Descrivendo le sfide uniche di essere il compagno di squadra di Verstappen, Pérez non si è trattenuto: “Essere il compagno di squadra di Max in Red Bull è, di gran lunga, il miglior e il peggior lavoro in Formula 1. È estremamente difficile. Quando sono entrato in Red Bull e ho iniziato a ottenere risultati, tutti si sono dimenticati di quanto fosse impegnativo occupare quel sedile. Sapevo esattamente in cosa mi stavo cacciando.”
La pressione era incessante; Pérez ha spiegato che qualsiasi segno di superiorità in pista era accolto con inquietudine all’interno della squadra. “In Red Bull, tutto era un problema. Se ero troppo veloce, era un problema. Se ero più veloce di Max, era un problema. Se ero più lento, anche quello era un problema. Tutto era un problema. Ho imparato molto. Invece di lamentarmi delle circostanze, dovevo trarne il massimo e sfruttare al meglio ciò che avevo.”
Dopo aver concluso il suo rapporto con Red Bull, Pérez è pronto a tornare sulla griglia di Formula 1 nel 2026, unendosi a Cadillac con un contratto pluriennale insieme a Valtteri Bottas. Questo nuovo capitolo gli offre un’opportunità d’oro per ridefinire il suo lascito e chiudere la sua carriera con una nota positiva.
Mentre il mondo della F1 elabora le rivelazioni di Pérez, una cosa è chiara: la facciata glamour della Formula 1 può spesso mascherare un ambiente pieno di pressione e conflitti interni, una verità che Pérez ha coraggiosamente messo in luce. Questa sincera intuizione cambierà il modo in cui i fan e le squadre vedono le dinamiche della competizione nel motorsport più elitario del mondo? Solo il tempo lo dirà.








