F1 FURY: Eruzioni di richieste per la FIA di rivalutare le punizioni dopo la controversia di Kimi Antonelli con la Red Bull!
In un colpo di scena sensazionale che ha scosso la comunità della Formula 1, un incidente esplosivo che coinvolge la Red Bull e la stella emergente Kimi Antonelli ha riacceso il dibattito sulle politiche di punizione della FIA. Con l’avvicinarsi della nuova stagione, le voci all’interno dello sport chiedono a gran voce una revisione tanto necessaria su come l’organo di governo gestisce le offese al di fuori della pista, in particolare alla luce degli abusi diretti ad Antonelli dopo il Gran Premio del Qatar.
Durante un finale da brivido al Gran Premio del Qatar, Antonelli ha subito un catastrofico sovrasterzo nell’ultimo giro, permettendo involontariamente a Lando Norris di strappare il quarto posto. Questo momento si è rivelato cruciale, poiché Norris era in una feroce battaglia per il campionato con Max Verstappen, che alla fine ha conquistato la vittoria. La risposta della Red Bull è stata rapida e feroce, con Gianpiero Lambiase che ha suggerito che Antonelli avesse intenzionalmente lasciato passare Norris—un’accusa che è stata rapidamente smentita dai filmati a bordo che mostrano Antonelli che faticava a mantenere sotto controllo la sua auto.
Tuttavia, il precedente consulente della Red Bull, Helmut Marko, ha ribadito la posizione del team, affermando infamemente: “Ci sono state due volte in cui più o meno ha fatto cenno a Lando di passare. Era così ovvio. Antonelli ora aiuta il nostro principale concorrente; in Austria, stava facendo schiantare [Verstappen] da dietro.” Tali commenti incendiari hanno scatenato un torrente di abusi vile diretti al pilota diciannovenne sui social media, portando Antonelli a oscurare la sua immagine del profilo in un toccante atto di sfida.
Nel dopoguerra, la Red Bull ha rapidamente emesso una scusa, con Lambiase che ha contattato personalmente il capo della Mercedes Toto Wolff e Antonelli per esprimere il proprio rammarico. Tuttavia, il giovane talento della F1 Franco Colapinto sostiene che queste scuse siano insufficienti. Ha sostenuto con passione che la FIA dovrebbe imporre sanzioni alla Red Bull per i loro commenti sconsiderati, simile a come i piloti affrontano multe per aver usato parolacce durante le conferenze stampa. Colapinto ha osservato: “Stavo solo pensando alle multe che riceviamo per aver usato linguaggio volgare in televisione o nei media, rispetto a persone che parlano rapidamente senza pensare, senza avere tutte le informazioni o la situazione generale, e che fanno dichiarazioni che generano conseguentemente odio. È molto peggio di quando usiamo parolacce o qualsiasi altra cosa.”
La FIA è stata notoriamente severa con i piloti per l’uso di linguaggio “non necessario”, imponendo pesanti sanzioni. Ad esempio, Max Verstappen ha affrontato lavori socialmente utili per un lapsus durante un evento stampa, mentre Charles Leclerc ha ricevuto una multa per trasgressioni simili. Anche il Campionato del Mondo di Rally ha visto piloti come Adrien Fourmaux penalizzati per “linguaggio inappropriato”, evidenziando la posizione rigorosa dell’organo di governo sugli errori verbali.
È interessante notare che la FIA ha recentemente allentato il proprio approccio, annunciando che le sanzioni per l’uso di parolacce sarebbero state dimezzate, suscitando dibattiti su se sia giustificata una rivalutazione simile delle conseguenze per commenti infiammatori da parte di squadre e piloti. Mentre avviano la loro iniziativa “United Against Online Abuse”, la FIA affronta una crescente pressione per considerare le ramificazioni delle parole che incitano odio contro individui nello sport.
Con la stagione di F1 dietro l’angolo, la domanda si fa pressante: la FIA prenderà una posizione e ridefinirà i suoi protocolli di punizione per garantire equità e responsabilità, non solo per i piloti ma anche per le squadre che esercitano la loro influenza in modo irresponsabile? Mentre il dramma si svolge, fan e stakeholder sono tutti in attesa, in bilico, in cerca di chiarezza in uno sport che vive di precisione, sia in pista che fuori.








