Drama a Daytona: Marco Wittmann Porta la BMW in Prima Linea mentre Sorge l’Alba
Quando il sole è spuntato all’orizzonte di Daytona, è stato Marco Wittmann a emergere come leader della iconica gara Rolex 24, guidando la #25 BMW dopo 20 ore estenuanti di corsa. La luce del mattino illuminava una scena che ricordava un classico film dell’orrore, poiché una fitta nebbia aveva precedentemente gettato un velo di incertezza sulla pista, segnando la più lunga interruzione notturna nella storica storia di Daytona.
Con la nebbia finalmente sollevata, la gara è ripresa, ma il rettilineo posteriore rimaneva avvolto nella nebbia, mettendo alla prova i piloti mentre pianificavano le loro prossime mosse. Laurin Heinrich sulla #7 Porsche Penske, che aveva mantenuto la leadership, ha effettuato un pit stop cruciale, seguito da vicino da Wittmann e Colin Braun sulla #60 Acura Meyer Shank. I fratelli Taylor, Ricky sulla #10 Cadillac Wayne Taylor e Jordan sulla sorella #40, non erano lontani, con Jordan che alla fine emergeva in vantaggio in una battaglia accesa.
Man mano che la sessione mattutina si sviluppava, Matt Campbell sulla #6 Porsche si trovava in testa, mentre Felipe Nasr sulla #7 manteneva la pressione. Tuttavia, il veicolo di Campbell ha iniziato a soffrire di un tergicristallo malfunzionante, costringendo a un cambio di pilota con Kevin Estre. Questa mossa strategica ha permesso a Wittmann di riprendere la testa per la BMW, dimostrando la resilienza e l’acume tattico della squadra.
In un colpo di scena drammatico, Jordan Taylor ha conquistato il secondo posto mentre Will Stevens lottava valorosamente per il terzo sulla #10 Cadillac, solo per essere rapidamente sorpassato da entrambe le Porsche, facendolo scivolare al quinto posto. La competizione era agguerrita e le poste più alte che mai.
Nel frattempo, la categoria LMP2 ha visto l’Inter Europol fare scalpore mentre Nick Cassidy ha preso il comando nella vettura #343. Tom Dillman, nella vettura #43, stava spingendo forte, con Antonio Felix da Costa al volante che saliva rapidamente nelle classifiche. Dopo una notte piena di tensione e strategia durante l’estesa Full Course Yellow, da Costa non ha perso tempo nel lasciare il segno, sorpassando l’Oreca #99 di AO Racing guidata da Dane Cameron per il terzo posto e ottenendo presto il secondo posto quando Sebastien Bourdais è entrato ai box con la #8 Tower Motorsports.
La prestazione impressionante del pilota portoghese ha ridotto il vantaggio di Cassidy a meno di quattro secondi, ma mentre i pit stop si susseguivano, Cassidy ha passato le redini a Nolan Siegel, che è rientrato in terza posizione, seguendo da Costa e Cameron.
Nella categoria GTD Pro, si è verificato un colpo di scena scioccante quando la Corvette #3, guidata da Antonio Garcia, ha subito un catastrofico guasto alla sospensione posteriore destra, costringendo l’auto a tornare ai box con difficoltà. Dopo 46 minuti strazianti di riparazioni, la Corvette è riemersa in pista, a testimonianza della determinazione della squadra.
Harry King, che combatteva strenuamente nella Aston Martin Rexy #77, ha affrontato la sua prova. Nonostante una guida impressionante, un’uscita anticipata durante la Full Course Yellow si è rivelata fatale, costringendolo a entrare ai box per una penalità di 60 secondi che lo ha fatto scivolare all’11° posto. La Corvette #4 di Tommy Milner ha colto l’opportunità, prendendo il comando seguita da Guven e Hesse, mentre Fabian Schiller nella Mercedes #69 GetSpeed si è posizionato saldamente al quarto posto.
Mentre la gara continua a svolgersi, la tensione e l’eccitazione a Daytona sono palpabili, con ogni secondo che conta in questa battaglia ad alta energia per la supremazia nell’endurance. Il palco è allestito per una conclusione emozionante mentre i team spingono i loro limiti, tutti gli occhi puntati sul premio nel mozzafiato Rolex 24 a Daytona.








