Titolo: Le 10 Decisioni del Pilota più Rammaricanti di Red Bull nella Storia della Formula 1
Nel spietato mondo della Formula 1, dove ogni decisione può portare alla gloria del campionato o a un fallimento catastrofico, Red Bull Racing ha avuto la sua giusta dose di momenti sconcertanti. Mentre il team si prepara per una nuova era nel 2026, è fondamentale riflettere sulle dieci decisioni del pilota più rammaricanti che hanno definito il suo tumultuoso viaggio. Questi errori non solo hanno impattato le prestazioni del team, ma hanno anche lasciato un segno duraturo sulle carriere dei piloti coinvolti.
10. Il Debutto Affrettato del Principiante: Una Ricetta per il Disastro In una mossa shock nel 2009, Red Bull ha gettato il giovane Jaime Alguersuari nella mischia, rendendolo il pilota più giovane nella storia della F1 a soli 19 anni. Senza test adeguati per prepararlo, ci si aspettava che Alguersuari si esibisse nel caos di una sostituzione a metà stagione. Sebbene sia riuscito a guadagnare punti, la mancanza di preparazione ha prefigurato una fine prematura della sua carriera automobilistica all’età di 25 anni.
9. Il Fiasco di Scott Speed: Un Collasso a Metà Stagione La decisione di Red Bull di lasciare andare Scott Speed nel 2007 dopo una prestazione disastrosa era giustificata, ma le conseguenze hanno rivelato problemi più profondi. La tumultuosa relazione di Speed con la gestione di Toro Rosso è terminata in caos, segnando uno dei peggiori conflitti tra pilota e management nella storia del team. La sua incapacità di guadagnare punti ha consolidato l’idea che la selezione dei piloti da parte di Red Bull potesse fallire in modo spettacolare.
8. Abbandonare il Talento Locale: Una Tendenza Preoccupante Il viaggio turbolento di Alex Albon da pilota junior a Toro Rosso e poi a Red Bull Racing esemplifica la preoccupante tendenza di Red Bull ad abbandonare il proprio talento. Dopo un periodo promettente, Albon è stato ritenuto insufficiente ed è stato sostituito da Sergio Perez, segnando un cambiamento nel programma junior un tempo lodato di Red Bull. Mentre Albon prosperava altrove, si ponevano interrogativi sul giudizio della squadra.
7. Il Dilemma Kvyat: Una Terza Occasione Andata Male La carriera altalenante di Daniil Kvyat lo ha visto retrocedere dopo un grave errore, eppure Red Bull lo ha inspiegabilmente riportato per un terzo periodo a Toro Rosso nel 2019. Questa decisione, nata da una mancanza di alternative valide, ha messo in luce una squadra che fatica a mantenere un pipeline di piloti forti. L’esperienza di Kvyat si è rivelata utile, ma la necessità del suo ritorno ha evidenziato gravi difetti di gestione.
6. Cambiamenti Caotici in Stagione: Una Ricetta per la Confusione La strategia di Red Bull del 2017, segnata da rapidi cambi di piloti, ha dimostrato una mancanza di lungimiranza. La squadra ha giocolato con più piloti a metà stagione, risultando in una formazione caotica che includeva Brendon Hartley e un confuso Kvyat. Le misure disperate adottate per riempire i posti hanno riflesso male sulla gestione di Red Bull e hanno lasciato i fan a mettere in dubbio la stabilità della squadra.
5. La Caduta di Gasly: La Prima Vera Vittima dell’Ombra di Verstappen La rapida promozione di Pierre Gasly a Red Bull Racing nel 2019 è stata una scommessa che è andata male in modo spettacolare. Con esperienza insufficiente e sotto la pressione schiacciante di essere il compagno di squadra di Max Verstappen, la performance di Gasly è crollata. La sua retrocessione dopo appena metà stagione ha suscitato indignazione tra i fan, evidenziando la decisione affrettata della squadra.
4. Il Ritorno Improbabile di Hartley: Una Misura Disperata In una bizzarra svolta, il campione di auto sportive Brendon Hartley è stato chiamato per un debutto a fine stagione nel 2017. Sebbene si sia dimostrato competente, la decisione ha sollevato sopracciglia, mettendo in mostra il ridotto bacino di talenti della Red Bull. Il mandato di Hartley è stato più una soluzione temporanea che una scelta strategica, portando a ulteriori interrogativi sul programma di sviluppo piloti della Red Bull.
3. La Scommessa Lawson: Una Brutta Scelta Esposta Quando la Red Bull ha optato per Liam Lawson invece del pilota esperto Yuki Tsunoda per la stagione 2025, è stata una mossa audace che si è rapidamente rivelata negativa. Dopo appena due gare, Lawson è stato retrocesso nella squadra junior, portando a una critica diffusa sulla capacità della Red Bull di valutare accuratamente il potenziale dei piloti. Il rapido ribaltamento della loro decisione ha lasciato fan e analisti sbalorditi.
2. De Vries: La Firma Impulsiva Che Si è Rivelata un Fallimento L’acquisizione di Nyck de Vries è stata acclamata come una mossa astuta fino a trasformarsi in un incubo. Dopo appena dieci gare senza punti, De Vries è stato escluso dalla squadra, definito un “grande errore” da Helmut Marko della Red Bull. Questa decisione impulsiva rifletteva una crisi d’identità più profonda all’interno del team e metteva in evidenza una preoccupante tendenza a scelte affrettate.
1. L’Opportunità Costosa Persa: L’Uscita di Sainz L’uscita di Carlos Sainz nel 2017 è stata una perdita significativa, ma il rifiuto della Red Bull di riportarlo nel 2025 dopo l’uscita di Hamilton dalla Ferrari potrebbe essere considerato il più grande errore nella storia del team. Temendo attriti interni con Verstappen, la Red Bull ha scelto di continuare con il deludente Perez, pagando infine il prezzo quando hanno dovuto lasciarlo andare—e continuando a sborsare milioni per una decisione che avrebbe potuto essere evitata. La straordinaria performance di Sainz alla Williams enfatizza ulteriormente il costoso errore di giudizio della Red Bull.
Con la Red Bull che si prepara per il futuro, queste decisioni rimangono come avvertimenti. L’eredità di una cattiva gestione dei piloti pesa molto, ricordando a fan e analisti che in Formula 1, la chiamata sbagliata può costare non solo gare, ma anche le carriere di piloti talentuosi. La Red Bull imparerà dalla sua storia, o ci sono altri errori all’orizzonte? Solo il tempo lo dirà.








