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Joe Gibbs Racing rivela un costo di 400 milioni di dollari dietro il dilemma del dome della NASCAR.

Publisher by Publisher
Dicembre 15, 2024
in Motorsport
Reading Time: 5 mins read
0
Joe Gibbs Racing Reveals $400 Million Price Tag Behind NASCAR’s Dome Dilemma

Nov 4, 2022; Avondale, Arizona, USA; NASCAR Cup Series team owner Joe Gibbs during qualifying for the NASCAR championship race at Phoenix Raceway. Mandatory Credit: Mark J. Rebilas-USA TODAY Sports

Immagina questo: è il giorno della gara, l’adrenalina scorre, i fan urlano e i motori sono pronti a scattare. Poi, il cielo si apre e l’azione mozzafiato della NASCAR si ferma bruscamente. Per i fan e i piloti, i ritardi dovuti alla pioggia sono il massimo del buzzkill. Solo nella NASCAR Cup Series 2024, sei delle 36 gare sono state interrotte dalla pioggia, incluso l’iconico Daytona 500, che ha dovuto essere rinviato al giorno successivo.

L’idea di coprire i circuiti NASCAR con delle cupole sembra la soluzione definitiva: una soluzione permanente ai ritardi causati dalla pioggia. Ma sebbene il concetto sembri fantastico sulla carta, la logistica e i costi raccontano una storia molto diversa. Approfondiamo il motivo per cui i circuiti NASCAR non saranno coperti da cupole a breve.


Sogni di Cupola vs. Realtà NASCAR

L’idea di coprire i circuiti NASCAR con delle cupole non è nuova. I fan hanno a lungo speculato sulla sua fattibilità, ma un recente approfondimento di Joe Gibbs Racing ha illuminato la vera portata delle sfide.

1. La Diversità dei Circuiti

La NASCAR non è uno sport “taglia unica”. I suoi circuiti variano notevolmente in dimensioni e design. Dalla Daytona International Speedway di 2,5 miglia al compatto Bristol Motor Speedway di 0,533 miglia, ogni circuito presenta sfide uniche per una potenziale cupola. Costruire una struttura abbastanza grande da ospitare circuiti come Talladega (2,66 miglia) sarebbe un’impresa ingegneristica da fantascienza.

2. Il Problema del Suono e delle Emissioni

Le cupole intrappolano più della semplice pioggia: amplificano anche suoni ed emissioni. Una cupola chiusa creerebbe una cacofonia di ruggiti di motori riverberanti, rendendo l’esperienza per i fan insopportabile. Senza contare l’accumulo di fumi di scarico, che trasformerebbe la cupola in una gigantesca camera a gas, a meno che non venissero installati sistemi di ventilazione sofisticati (e costosi).

3. Il Prezzo

Poi c’è il denaro. Coprire un circuito di mezzo miglio come Bristol è stimato costare 80 milioni di dollari. Ora amplifica questo per Daytona o Talladega, e il prezzo schizza a centinaia di milioni. Come ha sottolineato Joe Gibbs Racing, un circuito coperto di un miglio proposto nel Connecticut era valutato 400 milioni di dollari—nel 2004. Adeguando per l’inflazione, quella cifra è facilmente oltre i 600 milioni di dollari oggi.

Il budget attuale della NASCAR, sebbene robusto, semplicemente non consente spese così stravaganti. E con 42 circuiti in rotazione, l’idea di coprire anche solo una frazione di essi è finanziariamente insostenibile.


Innovare per la Pioggia: Le Soluzioni Attuali della NASCAR

mentre le cupole potrebbero essere fuori portata, la NASCAR non è rimasta con le mani in mano. Lo sport ha fatto significativi progressi nella gestione del tempo, in particolare con il sistema Air Titan.

Air Titan 2.0: Il Miracolo della Asciugatura delle Piste di NASCAR

Introdotto nel 2014, l’Air Titan 2.0 è un punto di svolta nelle strategie post-pioggia. Montato su una Toyota Tundra, questo sistema ad alta tecnologia disperde aria a una velocità straordinaria di 585 mph, asciugando rapidamente le piste e aumentando persino la temperatura superficiale fino a 70 gradi.

Rispetto al suo predecessore, l’Air Titan 2.0 è più veloce, più efficiente dal punto di vista dei consumi e ecologico, riducendo il consumo di carburante del 78% e le emissioni di CO2 dell’80%. Può ridurre il tempo di asciugatura del 25-50%, a seconda delle condizioni atmosferiche. L’ex presidente della NASCAR, Brian France, lo ha definito un “win-win-win” per i fan, lo sport e l’ambiente.

Cosa Non Risolve l’Air Titan

Nonostante la sua brillantezza, l’Air Titan è una soluzione reattiva: entra in gioco solo dopo che la pioggia si è fermata. La NASCAR manca ancora di una risposta per i rovesci improvvisi durante la gara, lasciando i fan e le squadre frustrati quando il cielo non collabora.


Il Bristol Dome: Un Progetto per il Futuro?

Se c’è un circuito dove una cupola potrebbe diventare realtà, è il Bristol Motor Speedway. Con le sue dimensioni più piccole e gli eventi di alto profilo, la fattibilità e il ritorno sull’investimento rendono Bristol un candidato ideale per una prova con cupola. Joe Gibbs Racing suggerisce che lasciare parti della struttura aperte per il suono e le emissioni potrebbe rendere il progetto più pratico.

Una cupola di successo a Bristol potrebbe aprire la strada per future cupole in circuiti selezionati. Tuttavia, anche questo rimane una speculazione ottimistica per ora.


Perché NASCAR non ha fretta

La logistica, i costi e le sfide tecniche della copertura dei circuiti rendono chiaro perché NASCAR sia riluttante a perseguire questa idea. Invece, l’organizzazione si è concentrata su miglioramenti incrementali come l’Air Titan e la sperimentazione di pneumatici da pioggia sui circuiti stradali. Queste innovazioni potrebbero non eliminare completamente i ritardi dovuti alla pioggia, ma dimostrano l’impegno di NASCAR a migliorare l’esperienza dei fan senza spendere una fortuna.


Il futuro delle corse a prova di maltempo

Sebbene i circuiti coperti rimangano un sogno lontano, l’innovazione continua di NASCAR lascia spazio all’ottimismo. Dai sistemi avanzati di asciugatura dei circuiti alle discussioni in corso sui pneumatici da pioggia, lo sport sta lavorando attivamente per mitigare le interruzioni causate dal maltempo.

Per ora, i fan dovranno accettare i ritardi dovuti alla pioggia come parte dell’esperienza NASCAR. Ma chi lo sa? Con Bristol che potrebbe aprire la strada, potrebbe arrivare il giorno in cui i tetti sui circuiti non saranno più una fantasia ma una realtà che cambia il gioco. Fino ad allora, dovremo incrociare le dita per cieli sereni e fidarci dell’ingegnosità in continua evoluzione della NASCAR.

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