La Battaglia dei Piloti: Due contro Tre nel Campionato Mondiale di Endurance
In un cambiamento sismico che ha riverberato attraverso il Campionato Mondiale di Endurance (WEC), la tendenza delle formazioni con due piloti sta guadagnando terreno tra le squadre di Hypercar in vista della stagione 2024. Nelle ultime 6 Ore di San Paolo dell’anno scorso, ben sette delle 18 iscrizioni di prima classe erano pilotate da coppie, segnalando un cambiamento significativo nella strategia. Con sempre più novizi che puntano a questo formato con due piloti, la domanda si fa pressante: è un cambiamento di gioco o una scommessa?
Il Contesto Normativo: Cosa c’è in Gioco?
Sotto le attuali normative, mentre il LMGT3 impone che la squadra di piloti includa almeno un pilota di categoria Bronzo, la categoria Hypercar apre le porte. Le squadre possono assemblare le loro formazioni di piloti liberamente, a patto che non sia coinvolto alcun pilota di categoria Bronzo. Tuttavia, c’è un inghippo: nessuno osa affrontare una gara di oltre sei ore con solo due piloti. Le normative del WEC stabiliscono che se un pilota è iscritto ma non partecipa, l’iscrizione viene squalificata a meno che le circostanze non siano considerate forza maggiore dai commissari di gara.
Le famose 24 Ore di Le Mans impongono le proprie regole rigorose, richiedendo ai piloti di accumulare almeno sei ore, ma non più di 14 ore, in un massimo di quattro ore all’interno di qualsiasi intervallo di sei ore. Inoltre, qualsiasi pilota che registra meno di 45 minuti durante la gara non guadagna punti per il campionato – una penalità che potrebbe compromettere una stagione.
Il Contesto Storico: Un Cambiamento nel Vento
Storicamente, le squadre con due piloti nel WEC sono state una rarità, spesso un prodotto di necessità piuttosto che di scelta. Casi come la vettura #2 di Audi nel 2012 e la #8 di Toyota nel 2014 hanno visto i duetti salire in cattedra a causa dell’assenza di terzi piloti. Tuttavia, il 2024 ha segnato l’inizio di una nuova era, poiché Cadillac Racing ha audacemente abbracciato la strategia a due piloti per tutte le gare di sei ore, aprendo la strada ad altri come Aston Martin e Porsche Penske Motorsport a seguire l’esempio.
Dal revival del WEC nel 2012, solo cinque gare sono state vinte da squadre con due piloti, appena il 4,9%. La memorabile prima vittoria è stata conquistata da Alex Wurz e Nicolas Lapierre a San Paolo, mentre più recentemente, il duo di Will Stevens e Callum Ilott ha trionfato alle 6 Ore di Spa senza il loro compagno di squadra, Norman Nato.
Vantaggi e Svantaggi: Il Dilemma dei Due Piloti
I vantaggi di un equipaggio a due piloti stanno diventando sempre più evidenti. La strategia di Porsche Penske Motorsport nella scorsa stagione ha permesso di avere meno opinioni sulla configurazione dell’auto, portando a un processo semplificato che ha migliorato le prestazioni e la fiducia dei piloti. “È stato super positivo,” ha dichiarato il responsabile di Porsche LMDh, Urs Kuratle. Il tempo limitato di prove libere durante un weekend di gara di sei ore spinge le squadre a ottimizzare le prestazioni dei piloti, consentendo più interazioni dirette con gli ingegneri.
Tuttavia, ci sono notevoli svantaggi. Senza un programma IMSA parallelo, un terzo pilota potrebbe arrivare meno preparato, assumendo un ruolo di sostituzione ad alta pressione, specialmente durante eventi cruciali come le 24 Ore di Le Mans. Le squadre spesso preferiscono avere tutti a disposizione per le gare cruciali, il che porta a un numero limitato di iscrizioni a due piloti.
Inoltre, le penalità per i limiti di pista pongono un’altra sfida unica. Ogni pilota è responsabile delle proprie infrazioni; pertanto, un’auto con due piloti potrebbe affrontare severe penalità se uno di essi commette più violazioni dei limiti di pista durante la gara.
Il Futuro: Le Squadre con Tre Piloti Diventeranno Obbligatorie?
Nel tentativo di livellare il campo di gioco, l’ACO e la FIA hanno brevemente considerato l’idea di rendere obbligatorie le squadre con tre piloti alla fine del 2024. Tuttavia, l’opposizione schiacciante da parte dei concorrenti ha portato a un rapido abbandono della proposta. “Finché il calendario si sovrappone a IMSA e Formula E, non sarebbe giusto introdurre una regola del genere,” ha commentato Andreas Roos di BMW M Motorsport.
Di conseguenza, le squadre sono costrette a navigare tra le complessità della disponibilità dei piloti mentre tentano di mantenere un vantaggio competitivo. Con il 2026 all’orizzonte, i conflitti di programmazione tra WEC e IMSA rimangono, complicando ulteriormente le decisioni sui piloti. È degno di nota che le M Hybrid V8 di BMW e le V-Series di Cadillac sono pronte a schierare duetti nella gara di Imola, evidenziando il dilemma in corso.
Le Mans: La Prova Definitiva per Due Piloti?
Le 24 Ore di Le Mans hanno una storia ricca di iscrizioni con due piloti, con la prima occorrenza risalente addirittura al 1971. Tuttavia, il vero punto di svolta è avvenuto nel 1983 quando un trio ha conquistato la vittoria per la prima volta. Nonostante il rischio, la possibilità rimane aperta per le squadre con due piloti di affrontare Le Mans in circostanze eccezionali, come si è visto quando i commissari hanno consentito a un duo di competere nel 2014 a causa di un ritiro imprevisto di un pilota.
Man mano che il panorama del WEC evolve, il dibattito tra due e tre piloti continua a suscitare passione e controversie. Le squadre rimarranno con un formato a due piloti, o il tradizionale trio è l’unico modo per garantire il successo nel mondo impegnativo delle corse di endurance? Solo il tempo lo dirà, ma una cosa è certa: le poste in gioco non sono mai state così alte.








