Crisi del carburante in F1: Binotto rivela un costo delle prestazioni shock!
In una rivelazione sorprendente che potrebbe scuotere le fondamenta stesse della Formula 1, l'ex team principal della Ferrari e attuale responsabile del progetto F1 di Audi, Mattia Binotto, ha messo in luce un aspetto critico ma spesso trascurato delle corse: la qualità del carburante. In un'intervista esclusiva con il giornalista Giorgio Terruzzi nel podcast *Terruzzi Racconta*, Binotto ha svelato il sorprendente impatto che i diversi carburanti possono avere sulle prestazioni di una squadra, soprattutto mentre lo sport si prepara a un turbine di cambiamenti normativi in vista della stagione 2026.
La griglia per la prossima stagione è un campo di battaglia di partnership sul carburante e potenze motoristiche. Dalla Petronas che rifornisce i team Mercedes alla Shell che sostiene le unità di potenza Ferrari, ExxonMobil con la Red Bull, Aramco con Aston Martin/Honda e Castrol con Audi, le poste in gioco non sono mai state così alte. Secondo Binotto, queste combinazioni carburante-motore potrebbero determinare il destino delle squadre in una stagione estenuante di 24 gare, punteggiata da sei eventi sprint.
Ma cosa significa questo in pista? Binotto non ha trattenuto le parole nel quantificare le potenziali conseguenze di un carburante di scarsa qualità. Ha rivelato che la differenza tra carburante di alta qualità e carburante di bassa qualità potrebbe tradursi in una sorprendente perdita di 10-15 kilowatt, equivalente a circa 15 cavalli vapore. Quando si tratta di tempi sul giro, questo potrebbe ammontare a un catastrofico quattro decimi di secondo, o addirittura mezzo secondo! “Non stiamo parlando di guadagni marginali qui,” ha avvertito Binotto. “Se una squadra sottovaluta completamente o non riesce a sviluppare efficacemente il proprio carburante, potrebbe trovarsi in ritardo di quattro decimi solo a causa delle scelte sul carburante.”
Nel mondo ultra-competitivo della F1, dove ogni millisecondo conta, tali discrepanze potrebbero significare disastro per le squadre che sperano nella gloria del campionato. Con i margini tra successo e fallimento che si riducono a livelli sottilissimi, la pressione aumenta per le squadre non solo per innovare con i loro design delle auto, ma anche per garantire che le loro strategie di carburante siano impeccabili.
Con il conto alla rovescia per la stagione 2026 che inizia, il messaggio di Binotto è chiaro: la qualità del carburante potrebbe fare la differenza nelle aspirazioni al campionato di una squadra. Le squadre devono prestare attenzione a questo avvertimento o rischiare di essere lasciate indietro dai loro concorrenti. La domanda rimane: si alzeranno alla sfida, o i miscalcoli sul carburante deraileranno i loro sogni? Solo il tempo lo dirà in questo dramma ad alta ottano che è la Formula 1!








