NASCAR, un emblema del patrimonio motoristico americano, si trova attualmente a un bivio critico. Nonostante sia radicato in un passato ricco di rivalità accese, gare ad alto rischio e una base di fan dedicata, il sport sta affrontando un problema urgente: attrarre un pubblico più giovane. A differenza dei suoi omologhi come la NFL o la Formula 1, NASCAR sembra essere in ritardo nell’adattarsi alle abitudini di consumo dei media in evoluzione delle nuove generazioni.
Uno dei giovani talenti in ascesa nel motorsport, Connor Zilisch, un prodigio di 18 anni sostenuto da Red Bull, ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo all’incapacità di NASCAR di risuonare con il pubblico più giovane. A differenza dei piloti veterani che hanno visto l’evoluzione del sport nel corso degli anni, Zilisch rappresenta il demografico che NASCAR deve catturare per garantire la sua sostenibilità futura.
Zilisch ha sottolineato la necessità di coinvolgere i fan più giovani, osservando: “Questa base di fan, se la guardi, è composta da molte persone che guardano il sport da molto tempo, e è più difficile attirare fan più giovani. Alcuni degli annunci che guardi, non catturano l’attenzione di un bambino o di un adolescente.” Ha inoltre elogiato gli sforzi di Ben Kennedy, vicepresidente senior di NASCAR, nel cercare di rivitalizzare il sport.
Le osservazioni di Zilisch sottolineano la sfida principale di NASCAR: la sua dipendenza da un pubblico più anziano. Il sport deve rendere le gare di stock car attraenti per la Gen Z e i giovani millennials, le cui abitudini di consumo dei contenuti differiscono notevolmente da quelle delle generazioni precedenti. Nonostante abbia piloti talentuosi come Kyle Larson, Chase Elliott e Christopher Bell, NASCAR non ha ancora capito come attirare più spettatori al suo sport.
Un’altra sfida che NASCAR deve affrontare è la mancanza di riconoscimento globale per i suoi piloti. A differenza della Formula 1, dove piloti come Lewis Hamilton e Max Verstappen sono icone globali, i migliori piloti di NASCAR mancano di appeal mainstream al di là della sua base di fan principale. Zilisch considera questa una delle più grandi opportunità mancate di NASCAR. Ha affermato che lo sport deve creare più stelle e dare loro trame avvincenti, aggiungendo che lo show di Netflix è stato un passo nella giusta direzione.
La ‘Drive to Survive’ della Formula 1 è una testimonianza di quanto una narrazione efficace possa aumentare la popolarità di uno sport. La docuserie di Netflix non si è concentrata solo sulle gare di F1 – ha fornito ai fan dramma dietro le quinte, rivalità e approfondimenti sulla vita personale dei piloti. Questo ha portato a un aumento della base di fan della F1, particolarmente negli Stati Uniti, dove un tempo NASCAR regnava sovrana nella popolarità degli sport motoristici.
Il tentativo di NASCAR di replicare questo successo con ‘Race for the Championship’ nel 2022 non ha avuto molto impatto, principalmente a causa del suo approccio di marketing obsoleto. Rispetto a ‘Drive to Survive’, NASCAR non è riuscita a offrire l’autenticità, il dramma e le emozioni genuine che i fan desiderano.
Inoltre, la presenza sui social media di NASCAR è insignificante rispetto ad altri sport. I piloti di F1 come Lando Norris, Charles Leclerc e George Russell interagiscono con i fan attraverso streaming su Twitch, sessioni live su Instagram e clip su TikTok, rendendoli più relazionabili. Al contrario, NASCAR continua a seguire un approccio tradizionale ai media guidato dalle PR, che sembra obsoleto in un mondo dove il contenuto diretto ai fan regna.
La modella di Victoria’s Secret e pilota di ARCA Toni Breidinger ha dimostrato come una forte presenza sui social media possa elevare il profilo di un pilota. La sua carriera di modella e il suo percorso nel mondo delle corse hanno attirato l’attenzione su NASCAR da parte di un pubblico che normalmente non seguirebbe lo sport. La sua influenza sottolinea che i piloti di NASCAR possono raggiungere nuove demografie con il giusto approccio di marketing.
NASCAR ha iniziato a riconoscere il cambiamento nel consumo dei media e sta facendo progressi verso l’espansione digitale. A partire dal 2025, NASCAR trasmetterà le gare su Amazon Prime Video e Max (ex HBO Max), un passo significativo verso il coinvolgimento di spettatori più giovani che hanno abbandonato il cavo. Tuttavia, la strategia di contenuti digitali di NASCAR deve andare oltre la semplice trasmissione delle gare sulle piattaforme di streaming.
L’engagement prospera su contenuti continui e interattivi. Mentre la NFL e la NBA dominano i social media con i momenti salienti delle partite, filmati dietro le quinte e contenuti guidati dai giocatori, NASCAR è stata lenta nell’adottare questo approccio. NASCAR deve replicare l’impatto che aveva una volta con grandi spot pubblicitari, come Jeff Gordon con Pepsi, Dale Jr. con Budweiser e la collaborazione di Michael Waltrip con NAPA, sui social media e sulle piattaforme di nuova generazione.
Mentre NASCAR inizia un weekend di gare internazionali a Città del Messico, si stanno presentando ulteriori opportunità per NASCAR di riconquistare il suo antico splendore. Ma la responsabilità non si ferma all’organo di sanzionamento: piloti come Connor Zilisch, Rajah Caruth, Chase Elliott, Carson Hocevar e Christopher Bell possono svolgere un ruolo cruciale nel rimodellare l’identità del marchio NASCAR. Alla fine, come dice il proverbio, “Ci vogliono due per ballare un tango”, che racchiude perfettamente la situazione attuale di NASCAR.