Aston Martin affronta una situazione disperata: può il marchio iconico risorgere dalle ceneri?
Il team di Formula 1 Aston Martin si trova in una posizione precaria che solleva sopracciglia e domande sul suo futuro. Mentre fan e analisti si interrogano sul destino di questo marchio leggendario, molti potrebbero propendere per il cinico adagio secondo cui se un titolo finisce con un punto interrogativo, la risposta è probabilmente no. Eppure, il dramma che si sta svolgendo nei box dell'Aston Martin è troppo avvincente per essere ignorato.
Inizialmente, l'AMR26 era stata acclamata come un veicolo rivoluzionario, realizzato sotto la leggendaria ingegneria di Adrian Newey. Tuttavia, la realtà è stata tutt'altro che rosea. Il debutto dell'auto è stato segnato da ritardi, con il suo arrivo per la cruciale settimana di ‘shakedown’ a Barcellona che è giunto troppo tardi. La situazione è peggiorata durante il test in Bahrain, dove le prestazioni dell'AMR26 si sono spente in modo spettacolare, culminando in una conclusione deludente nell'ultimo giorno. Lance Stroll è riuscito a completare solo sei giri non cronometrati prima che il team annunciasse timidamente: “abbiamo completato il nostro programma per oggi.” Era dolorosamente chiaro che Aston Martin era in ritardo.
In netto contrasto, rivali come McLaren, Williams e Ferrari hanno navigato attraverso le sessioni di test iniziali, accumulando oltre 400 giri ciascuno, mentre Aston Martin zoppicava con soli 206 nel primo test e 128 nel secondo. I numeri dipingono un quadro cupo: anche Cadillac, il secondo peggiore performer, ha fatto meglio di Aston Martin, raggiungendo 266 giri.
Quando l'AMR26 si è mostrato raramente in pista, era allarmantemente lento, una rivelazione che ha scosso il paddock. Durante la recente riunione della Commissione F1 in Bahrain, Newey ha rivelato che le capacità di recupero energetico dell'unità di potenza Honda erano drasticamente inferiori rispetto ai suoi concorrenti. L'unità di potenza dell'Aston Martin fatica a raggiungere il limite di recupero di 250 kW, una soglia base progettata per prevenire incidenti di ‘super-clipping’, e non è nemmeno lontanamente vicina al limite più alto di 350 kW sui circuiti ricchi di energia.
Entrambi i piloti, Fernando Alonso e Stroll, hanno espresso preoccupazioni riguardo al nuovo cambio progettato, segnando un cambiamento significativo per il team, che in precedenza si era affidato a componenti forniti da McLaren e Mercedes. I cambi a cambiata fluida richiedono ingegneria precisa, e sembra che la comunicazione tra il motore e il cambio sia costellata di problemi, aggravati dall'introduzione di una nuova ECU unica in tutta la griglia. I team hanno faticato con questa nuova complessità, portando a una curva di apprendimento inaspettata.
Alonso ha candidamente riconosciuto le sfide, affermando: “Non possiamo dimenticare che per noi è la prima volta che costruiamo il cambio nella storia del team.” Sebbene il commento possa portare un accenno di ottimismo, sottolinea anche una realtà dolorosa: il team sta lottando con le basi in un momento cruciale della stagione. Mentre cercano di perfezionare i loro sistemi, il tempo stringe e la finestra per il miglioramento si sta rapidamente chiudendo.
Le scommesse sono monumentali. Storicamente, le auto progettate da Newey durante i cambiamenti normativi—come la McLaren MP4/13 del 1998 e le Red Bull RB5 e RB18—sono state concorrenti agguerrite. Sfortunatamente per l'Aston Martin, la tempistica di sviluppo dell'AMR26 è stata compromessa, poiché Newey ha assunto il suo ruolo solo lo scorso marzo, con i test in galleria del vento per i primi modelli che sono iniziati ben quattro mesi dopo la maggior parte dei rivali.
Aggiungendo al caos, la fase di design è stata tumultuosa, con cambiamenti chiave nel personale, inclusa l'arrivo di Enrico Cardile come direttore tecnico e l'allontanamento del CEO e team principal Andy Cowell. Questo caos ha probabilmente contribuito alle prestazioni deludenti dell'AMR26. Lo stesso Newey ha descritto l'auto come “una delle interpretazioni più estreme” delle nuove regole, ma l'efficacia di questo design deve ancora essere verificata.
Durante le sue rare uscite, l'AMR26 ha mostrato preoccupanti segni di instabilità e lentezza, con entrambi i piloti che sembrano avere difficoltà nel mantenere il controllo. La mancanza di tempo in pista coerente ostacola la capacità del team di analizzare e affrontare efficacemente questi problemi. Alonso ha menzionato il potenziale di miglioramento, affermando di poter trovare “fino a otto decimi” per giro con piccoli aggiustamenti, ma questo è poco confortante quando Stroll ha indicato che l'auto è in ritardo di ben quattro secondi.
La pressione aumenta mentre il proprietario del team, Lawrence Stroll, naviga in questo terreno insidioso. È stato avvistato in Bahrain con l'aria di chi sta cercando risposte nel mezzo del caos. Il futuro dell'Aston Martin dipende dalla capacità di Honda di migliorare rapidamente la capacità di recupero del suo gruppo propulsore. L'energia immagazzinata è un'area critica di preoccupazione, e il team è stato costretto a concludere il test finale prematuramente a causa della mancanza di ricambi.
Sebbene esistano vincoli allo sviluppo, ci sono opportunità per i produttori in difficoltà di recuperare in termini di prestazioni e affidabilità. Stroll deve interrogarsi se le sue ambizioni siano in linea con il ritmo di sviluppo di Honda. Le sfide della partnership richiamano le difficoltà precedenti di Honda durante il suo ritorno in F1 con McLaren, ma l'urgenza è palpabile: senza un'unità di potenza competitiva, il vero potenziale di Aston Martin rimane avvolto nell'incertezza.
In conclusione, sebbene sia Aston Martin che Honda vantino il talento per creare un pacchetto da campionato, il cammino verso il successo è costellato di ostacoli. Con il tempo che scorre verso le prime gare della stagione, la domanda rimane: può Aston Martin risollevarsi da questo stato disastroso, o sono destinati a rimanere sul fondo della griglia? Il mondo osserva con il fiato sospeso.








