In una straordinaria dimostrazione di velocità, strategia e pura determinazione, la Porsche #7 ha conquistato una vittoria da brivido alle ambite 24 Ore di Daytona, superando la feroce concorrenza della Cadillac #31 Action Express in una corsa che ha tenuto i fan con il fiato sospeso. Questo trionfo segna il terzo anno consecutivo in cui Felipe Nasr, Julien Andlauer e Laurin Heinrich emergono vittoriosi in questo prestigioso evento, consolidando il dominio della Porsche nelle gare di endurance.
Il confronto finale si è svolto durante l’ultima ora della corsa all’iconico Daytona International Speedway, dove Nasr si è trovato coinvolto in una feroce battaglia con Jack Aitken della Cadillac #31. Il pilota brasiliano ha dovuto tirare fuori ogni briciolo di abilità e determinazione per respingere l’assalto incessante di Aitken, tagliando infine il traguardo con un vantaggio di soli 1.569 secondi sul suo rivale. L’intensità della corsa era palpabile mentre i fan assistevano ai due veicoli combattere per la supremazia sulla pista.
Sin dall’inizio, era chiaro che la competizione sarebbe stata agguerrita. Renger van der Zande ha dato il via alla corsa dalla pole position con l’Acura #93, ma non ci è voluto molto perché le Porsche affermassero il loro dominio. Nasr, partito con la Porsche #7, ha rapidamente preso il comando, mostrando un controllo impressionante prima che venisse chiamata la prima caution totale dopo un incidente caotico che ha coinvolto più auto LMP2.
Con il progredire della corsa, è diventata una battaglia non solo di velocità, ma anche di strategia e resilienza. La Porsche #6, guidata da Kevin Estre, ha affrontato precoci difficoltà a causa di un contatto che ha provocato danni al fondo, costringendoli a entrare ai box e a perdere il comando. Tuttavia, il team si è ripreso, dimostrando la forza dell’ingegneria Porsche mentre si riappropriava della contesa.
Quando la notte calò sul Daytona International Speedway, una fitta nebbia scese, creando un’atmosfera drammatica e insidiosa. La visibilità crollò, costringendo il controllo della gara a richiedere una cautela che durò un’incredibile 6 ore e 33 minuti—il periodo di cautela più lungo nella storia delle 24 Ore di Daytona. I piloti descrissero l’esperienza come “assolutamente noiosa”, ma la tensione rimase alta mentre attendevano la ripresa della gara.
Quando finalmente sventolò di nuovo la bandiera verde, la #7 Porsche era di nuovo in testa, con Estre subito dietro nella #6. Mentre le ultime ore scorrevano, Aitken e la #31 Cadillac emersero come temibili sfidanti. La strategia di Aitken diede i suoi frutti quando riuscì a sorpassare Estre durante un pit stop, fissando saldamente i suoi obiettivi su Nasr.
In un finale da brivido, Aitken ridusse il divario e lanciò una feroce sfida per il primo posto, ma le abilità di guida difensiva di Nasr erano impeccabili. Il brasiliano posizionò espertiamente la sua auto, negando ad Aitken l’opportunità di sorpassare. La tensione era elettrizzante mentre i tifosi trattenevano il respiro, osservando due titani delle corse combattere per la gloria.
Alla fine, fu Nasr a trionfare, conducendo la sua squadra alla vittoria e cementando ulteriormente l’eredità della Porsche negli annali del motorsport. A seguire, Laurens Vanthoor nella #24 BMW, con Estre che conquistò il quarto posto nella #6 Porsche e Nick Yelloly che completò la top five nella #93 Acura.
Le 24 Ore di Daytona di quest’anno hanno offerto non solo una narrativa emozionante di rivalità e resilienza, ma anche una spettacolare vetrina di abilità automobilistiche che sarà ricordata per anni a venire. Mentre la polvere si posa su questo epico scontro, una cosa è chiara: la battaglia per la supremazia nelle gare di endurance è tutt’altro che finita. I fan possono solo anticipare quali emozionanti colpi di scena li aspettano nel prossimo capitolo di questa saga ad alta ottano.








