Onde d’urto in F1: Pierre Gasly espone il tradimento della Red Bull con commenti taglienti
In una rivelazione esplosiva che potrebbe scuotere le fondamenta della Formula 1, l’ex stella della Red Bull Pierre Gasly ha svelato la verità inquietante dietro il suo tumultuoso viaggio con l’iconica squadra di corse. Il pilota francese, che una volta era sul punto di raggiungere la grandezza, ha descritto un sorprendente cambio di rotta da parte dei dirigenti della Red Bull che è sembrato “uno schiaffo in faccia.”
Con il mondo del motorsport che si prepara per la stagione 2026, la squadra Red Bull sta attraversando una trasformazione sismica. Con la partenza di figure chiave come Christian Horner e Helmut Marko, l’organizzazione non sta solo cambiando il personale, ma sta anche affrontando un momento critico nella sua strategia. Il futuro del loro campione in carica, Max Verstappen, è appeso a un filo mentre si fanno sentire voci di interesse da parte della rivale Mercedes. Il 2023 potrebbe benissimo determinare se Verstappen rimarrà un pilastro della Red Bull oltre il 2027.
Gasly, la cui traiettoria professionale è stata profondamente influenzata dal suo tempo alla Red Bull, è stato catapultato sotto i riflettori quando ha sostituito Daniel Ricciardo nel 2019 con solo una stagione completa alle spalle. Ma piuttosto che un’ascesa lineare, il viaggio di Gasly è stato costellato di delusioni e tradimenti. Afferma di essere stato indotto a credere che vincere il titolo GP2 nel 2016 gli avrebbe garantito una promozione immediata in Formula 1. Invece, si è trovato relegato a un ruolo di riserva all’inizio della stagione 2017—una decisione con cui fa ancora i conti.
In un’intervista sincera con Lawrence Barretto per la serie Off the Grid di F1, Gasly ha messo a nudo le sue frustrazioni, affermando: “È stato così difficile da accettare perché mi era stato detto: ‘ok, se vinci il campionato GP2, avrai una possibilità in Formula 1.’ C’è di più in F1, ci sono politica e denaro, ed è stato come un schiaffo in faccia dove ho pensato: ‘ok, cosa devo fare di più?’” La sua disillusione dipinge un quadro netto delle spietate politiche di F1, dove il talento può essere oscurato dalle macchinazioni delle dinamiche di squadra e degli interessi aziendali.
La promozione iniziale di Gasly in Red Bull è stata di breve durata, poiché si è presto ritrovato retrocesso nella squadra junior Toro Rosso a metà stagione dopo non essere riuscito a eguagliare la straordinaria prestazione di Verstappen. Questa esperienza ha lasciato un segno indelebile su di lui, portandolo alla decisione nel 2023 di interrompere completamente i legami con la famiglia Red Bull, optando per un nuovo inizio con Alpine. Gasly rimane ottimista, affermando che Alpine potrebbe essere il team che finalmente realizza i suoi sogni di diventare campione del mondo.
Mentre la polvere si posa sulle sorprendenti affermazioni di Gasly, rimane la domanda: come navigherà Red Bull in questa nuova era con una formazione fresca e un campione in cerca di supporto? Con le puntate più alte che mai e nuove regolamentazioni all’orizzonte, tutti gli occhi saranno su come questo team storicizzato si adatta ed evolve. La saga di Pierre Gasly serve come monito di ambizione ostacolata dalle dure realtà della politica di Formula 1—un mondo dove le promesse possono facilmente trasformarsi in insidie e la strada verso il successo non è mai garantita.








