E se Nico Rosberg fosse rimasto? L’impatto rivoluzionario sulla F1
Mentre il mondo della Formula 1 celebrava il 41° compleanno della leggenda Lewis Hamilton, è emersa una domanda intrigante: e se Nico Rosberg, l’uomo che strappò il campionato del mondo a Hamilton nel 2016, avesse continuato a correre? Rosberg, che compirà 41 anni questo giugno, è assente dalla griglia da un decennio, dopo il suo scioccante ritiro avvenuto pochi giorni dopo aver conquistato il titolo. Questa uscita inaspettata ha lasciato la Mercedes frastornata, costretta a riempire il vuoto lasciato dal campione del mondo prima dell’inizio della stagione 2017.
Entra in scena Valtteri Bottas, che alla fine ha preso il posto di Rosberg. Ma Bottas ha mai davvero sfidato Hamilton? La risposta è un sonoro no. Tra il 2017 e il 2020, le prestazioni di Bottas sono state insufficienti rispetto alla incessante ricerca di gloria di Hamilton. Ma la grande domanda rimane: come si sarebbe comportato Rosberg se fosse rimasto nel gioco?
Immagina il dramma di una rivalità Hamilton-Rosberg che si riaccende in pista. La loro storia è ricca, avendo una volta condiviso amicizia e compagni di squadra alla Mercedes, dove hanno combattuto insieme contro il leggendario Michael Schumacher. Tuttavia, con l’evoluzione della Mercedes in una potenza dopo i cambiamenti normativi del 2014, la camaraderie amichevole è diventata aspra, trasformandosi in una feroce rivalità spietata. La famigerata stagione 2016 ha visto il loro rapporto sgretolarsi, evidenziato da un catastrofico incidente in Spagna che ha portato a zero punti per la squadra.
Avanzando nell’evoluzione della F1 nell’era ibrida. Sarebbe stata in grado la Mercedes di mantenere sia Rosberg che Hamilton come compagni di squadra? La crescente pressione per assicurarsi punti costruttori avrebbe reso quell’arrangiamento sempre più insostenibile. Con la Ferrari che alzava il livello, conquistando più vittorie nel 2017 e 2018, diventava fondamentale per la Mercedes avere una formazione costante in grado di garantire podi senza contrasti interni. Rosberg, campione a pieno titolo, potrebbe essersi sentito soffocato senza lo status di numero uno, portandolo potenzialmente a considerare un passaggio a squadre rivali, simile al trasferimento di Daniel Ricciardo nel 2018.
Ora, riflettiamo sulla domanda scottante: quanti titoli avrebbe potuto aggiungere Rosberg al suo conteggio? Sebbene il suo campionato del 2016 fosse indubbiamente ben meritato, è arrivato con una buona dose di sfortuna per Hamilton, incluso un catastrofico guasto al motore nel GP della Malesia che ha stravolto la corsa al titolo. Sarebbe stato in grado Rosberg di respingere il ritorno di Hamilton negli anni successivi? Le speculazioni suggeriscono che una lotta per il titolo a tre tra Rosberg, Hamilton e un Sebastian Vettel rinvigorito sarebbe stata elettrizzante, ma Rosberg potrebbe essersi trovato a guardare da fuori.
Se Rosberg avesse optato per un cambiamento di scenario, magari unendosi alla Red Bull dopo Ricciardo, si apre un altro intrigante scenario. Sebbene potesse affrontare il formidabile Max Verstappen, le nuove regolamentazioni del 2021 avrebbero potuto aprire porte per Rosberg per trovare nuovamente successo. La grande domanda rimane: Hamilton sarebbe ancora il sette volte campione del mondo che è oggi?
Il consenso si inclina verso un fermo “sì”. Hamilton era in una lega a sé durante quegli anni dominanti, con un focus laserato nel garantire record e campionati, spinto dal dolore della sua sconfitta del 2016. Sebbene Rosberg possa aver superato Bottas, la probabilità che riesca a battere di nuovo Hamilton sembra esigua.
In un mondo in cui Rosberg fosse rimasto in F1, il panorama dello sport potrebbe essere stato significativamente alterato, con rivalità intense e gare mozzafiato che avrebbero ridefinito ciò che conosciamo oggi. L’assenza del talento di Rosberg ci ha lasciato a chiederci cosa avrebbe potuto essere—un capitolo emozionante nella storia della F1 che rimarrà per sempre non scritto.








