Le difficoltà di Lewis Hamilton alla Ferrari: un’epica disallineamento
In una rivelazione scioccante che ha scosso la comunità della Formula 1, il campione del mondo F1 del 1997 Jacques Villeneuve ha fornito una critica severa della attuale relazione di Lewis Hamilton con il team Ferrari. Secondo Villeneuve, il comportamento di Hamilton suggerisce un profondo disconnessione, portando alla conclusione devastante che lui e il suo ingegnere stanno operando su “pianeti diversi”. Il sette volte campione del mondo sta affrontando una crisi di chimica critica alla Ferrari, e le implicazioni sono sconcertanti.
Hamilton, che non ha ancora ottenuto un piazzamento sul podio in questa stagione, ha recentemente espresso la sua profonda frustrazione dopo il Gran Premio d’Ungheria, definendosi “inutili” e segnalando la necessità di una completa revisione durante la pausa estiva. Tornando al paddock F1 a Zandvoort, gli spiriti di Hamilton sembravano invariati mentre lamentava le pressioni inaspettate di guidare per la Ferrari e desiderava riscoprire la gioia di correre.
La valutazione di Villeneuve su Sky Sports F1 è stata a dir poco brutale. “Non stanno ottenendo ciò per cui hanno firmato,” ha dichiarato, individuando la frustrazione condivisa sia da Hamilton che dal team Ferrari. “Non sente che il team sia dalla sua parte, e il team non sente che Lewis sia con loro. Semplicemente non si sta amalgamando.” La mancanza di sinergia è allarmante, soprattutto poiché Villeneuve ha notato il fallimento della comunicazione tra Hamilton e il suo ingegnere, Riccardo Adami. “Non c’è chimica. È come se fossero su un pianeta diverso,” ha osservato.
Il disordine si estende oltre Hamilton, colpendo anche il compagno di squadra Charles Leclerc. Villeneuve ha sottolineato in modo inquietante che l’intero team sembra vacillare, mancando della chimica necessaria per progredire. “Quando ascolti le interviste di Lewis, appare disinteressato e distaccato,” ha affermato Villeneuve. “È davvero, davvero strano.” Con l’orizzonte della stagione 2026 che si avvicina, Hamilton sembra spostare il suo focus, ma la domanda rimane: può la Ferrari costruire un’auto competitiva che risuoni con lui?
Villeneuve ha messo in discussione l’essenza stessa del lavoro di squadra in F1, affermando: “Se non c’è chimica, qual è il senso?” Ha sottolineato che la vera chimica si forgia nei momenti difficili, e se il team non riesce a coltivare quel legame ora, il futuro appare cupo. La recente prestazione di Hamilton e Leclerc, che hanno chiuso il primo turno di prove per il Gran Premio d’Olanda rispettivamente al 14° e 15° posto—1,6 secondi dietro a Lando Norris della McLaren—amplifica ulteriormente l’urgenza della situazione.
“La mancanza di chimica non significa necessariamente che l’auto sia lenta,” ha spiegato Villeneuve. “Indica stagnazione. Hanno tutte le risorse e il talento, quindi perché non stanno progredendo?” Con due piloti di classe mondiale al timone, la stagnazione della Ferrari è sconcertante, indicando problemi più profondi all’interno dell’organizzazione.
Mentre il mondo della F1 osserva questo dramma che si svolge, la pressione aumenta per Ferrari e Hamilton affinché si riallineino e riscoprano il loro vantaggio competitivo. Con il tempo che scorre verso la stagione 2026, le poste in gioco non sono mai state così alte. Troveranno Hamilton e Ferrari un modo per colmare questo enorme divario, o sono destinati a rimanere mondi a parte? La risposta potrebbe ridefinire il futuro di uno dei team più storici nella storia del motorsport.